MedicinaSesamoidite e piede del Danzatore

04/04/2023

Sesamoiditi, borsiti, osteonecrosi, osteoartriti e fratture da stress sono incluse nella diagnosi differenziale del dolore articolare plantare metatarsofalangeo.

I sesamoidi sono due piccole ossa incastonate nei tendini del flessore breve dell’alluce e si articolano a livello plantare con la testa del primo metatarsale. Servono a scaricare il peso durante il passo e ad aumentare il braccio di leva del flessore breve dell’alluce, che ottiene così un vantaggio meccanico. Sono esposti a stress significativo durante i movimenti in mezzapunta e in punta e nell’atterraggio da un salto. Il piede atteggiato in pronazione, il rolling in e l’en dehors forzato possono causare carichi eccessivi sui sesamoidi.

La sesamoidite può essere isolata o associata ad alluce valgo e alluce rigido. Il dolore nella zona plantare dell’avampiede, a livello della prima testa metatarsale, è il sintomo principale; la digitopressione provoca dolore, la flessione attiva della metatarso-falangea risulta dolorosa e l’estensione passiva è limitata e dolente. Alla palpazione si rilevano gonfiore e versamento, di cui all’estensione dell’alluce, con conseguente spostamento distale dei sesamoidi, si percepisce il movimento distale.

La borsa sotto i sesamoidi può infiammarsi e gonfiarsi. Per diagnosticare una borsite può essere uno strumento rilevante l’iniezione locale di lidocaina di 0,3 ml, che conferma la diagnosi in caso di riduzione o scomparsa del dolore.

Per escludere fratture da stress e osteonecrosi occorre un’indagine strumentale con scintigrafia ossea e risonanza magnetica. Con rx e tac è possibile identificare la presenza di osteoartrite.

Il trattamento di una sesamoidite consiste nella correzione degli errori di allineamento, nell’utilizzo di cuscinetti o imbottiture a livello plantare per diminuire il carico sull’area in protezione dei sesamoidi, nell’indossare calzature con suola rigida per evitare un’eccessiva estensione dell’alluce durante la fase di spinta del passo (in presenza di fratture da stress o sintomi importanti si può utilizzare un tutore removibile). In fase acuta è utile applicare ciclicamente del ghiaccio, per ridurre l’infiammazione. Sarebbe meglio fare uso di corticosteroidi (inibenti del dolore) solo dopo aver corretto gli errori tecnici di allineamento. Evitare in una prima fase relevé, grand plié (a eccezione della seconda posizione, che non richiede il sollevamento dei talloni dal suolo) e salti. Occorre mantenere sempre un allenamento cardiovascolare, un lavoro su equilibrio, propriocezione bilaterale e unilaterale, evitando di salire in mezzapunta o in punta. È consigliabile aumentare il carico e reintrodurre i movimenti in tutte le posizioni gradualmente e nel rispetto del dolore, fino ad arrivare a un lavoro pliometrico, con, per esempio, l’ausilio di un reformer. Possono volerci mesi per la risoluzione del problema, soprattutto se presente edema osseo e/o frattura da stress.

La chirurgia per la rimozione dei sesamoidi con sintomatologia cronica è rara e deve essere valutata con cautela soprattutto se si tratta del piede di un danzatore. Anche in caso di frattura il trattamento è prevalentemente conservativo e solo in caso di un suo fallimento (valutabile col passare almeno di 8 mesi) è preferibile ricorrere alla chirurgia. Il danzatore rappresenta senza dubbio l’atleta con più alta incidenza di fratture dei sesamoidi. Dalla diagnosi possono trascorrere dai 3 mesi a più di un anno prima della risoluzione dei sintomi, che solitamente è però completa. È possibile trovare sesamoidi bipartiti ed è importante escludere una frattura, valutando eventuale presenza di edema osseo e presenza di superfici nette e appuntite tra i due capi ossei.

 

 

a cura della dr.ssa Noemi Rifino

Redazione SID – Scienza In Danza

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