Gli sportivi che si allenano con i pesi solitamente si concentrano sui massimi guadagni di forza e non mirano a raggiungere alti livelli di ROM. Il ROM definito come Range Of Motion, rappresenta l’intervallo di movimento e viene misurato in gradi o in radianti. I ballerini, durante le lezioni si concentrano maggiormente sulla capacità di produrre forza esplosiva al ROM massimo.
Per questo il loro allenamento è incentrato sia sulla forza che sullo stretching. Lo stretching, mentre migliora la flessibilità articolare può anche diminuire il rapporto di forza tra gruppi muscolari. Per i danzatori, in particolare, il rapporto di forza tra quadricipite e muscoli posteriori della coscia è molto importante, viene infatti utilizzato per identificare gli squilibri della forza del ginocchio e il rischio di lesioni ai muscoli e ai legamenti degli arti inferiori. Un basso rapporto bicipite femorale/quadricipite può ridurre la forza muscolare e aumentare il rischio di lesioni, inoltre può anche ridurre le prestazioni di salto. Nelle danzatrici un basso rapporto è associato a tassi elevati di lesioni lombari.
L’identificazione degli squilibri di forza è cruciale perché i ballerini hanno carichi di lavoro elevati nelle loro sessioni di allenamento e brevi periodi di recupero tra lezioni e spettacoli. Un impatto negativo sul rapporto tra bicipite femorale e quadricipite è dato da sessioni di stretching di lunga durata sia di tipo balistico che di tipo statico. Gli effetti dello stretching dipendono comunque dalla modalità, dalla durata e dall’intensità di come viene svolto.
Lo stretching balistico comporta un movimento ad alta velocità con azione di rimbalzo al punto finale del range di movimento con alto rischio di trauma muscolo-tendineo, soprattutto in individui con bassi livelli di ROM, non è il caso dei ballerini. Può essere comunque pericoloso se eseguito a velocità molto elevate. Questo tipo di stretching può portare a differenza dello stretching statico grandi vantaggi in termini di forza, come si evince dallo studio di Lima CD, Brown LE, Wong MA et al. del 2016 brevi periodi di stretching balistico con esercizi della durata di 90 secondi possono aumentare l’altezza del salto e diminuire il tempo di reazione al suolo, con grandi vantaggi sulla performance artistica, oltre che a un aumento della resistenza , una diminuzione dell’affaticamento muscolare.
Il salto verticale comporta l’allungamento di tessuti come tendini, fascicoli e fibre muscolari. Durante i salti, le azioni eccentriche sono molto importanti per l’aumento della forza concentrica e coinvolgono principalmente il tessuto elastico che lavora a una velocità elevata. Per questo, lo stretching balistico può portare a un miglioramento delle prestazioni nei movimenti che coinvolgono i tessuti elastici e che lavorano a una velocità maggiore rispetto alle attività statiche.
A cura della Dott.ssa Alessandra Vignarelli
Redazione SID – Scienza In Danza
®RIPRODUZIONE RISERVATA
Se sei un maestro o un trainer e vuoi formarti professionalmente con noi entra adesso in:
www.scienzaindanza.com
Se sei un danzatore è vuoi curarti con il nostro Team della Clinica dei Danzatori entra ora in:
www.korperlab.it
Bibliografia
– Camila D Lima, Lee E Brown, Cassio V Ruas, David G Behm; “Effects of Static Versus Ballistic Stretching on Hamstring:Quadriceps Strength Ratio and Jump Performance in Ballet Dancers and Resistance Trained Women” in Journal of Dance Medicine & Science, Vol. 22, Number 3, September 2018.
– Lima CD, Brown LE, Wong MA et al.; “Acute effects of static vs. ballistic stretching on strength and muscular fatigue between ballet dancers and resistance-trained women” in J Strength Cond Res. 2016 Nov;30(11):3220-7.
– Costa P, Ryan E, Herda T, et al. “Effects of stretching on peak torque and the H:Q ratio” in J Sports Med. 2009 Jan;30(1):60-5.

