Per alluce valgo s’intende un malallineamento dell’articolazione tra falange prossimale e primo metatarso, che tende ad avere nel lungo termine una progressione irreversibile.
Si formula diagnosi di alluce valgo quando l’angolo generato dall’asse longitudinale di primo metatarso e falange prossimale è maggiore di 15 gradi. L’eziologia è multifattoriale; le cause principali sembrano essere il tipo di calzatura (prevalentemente tacchi o scarpe a punta stretta), l’eterometria, le attività che stressano particolarmente il complesso caviglia-piede, la lassità legamentosa e l’ipermobilità, le patologie infiammatorie a livello articolare e fattori neuromuscolari e genetici o ereditari.
Si presenta soprattutto nella popolazione femminile, probabilmente per una predisposizione anatomica della prima metatarsofalangea ad avere un maggiore range di movimento verso l’adduzione.
Vi sono dati discordanti circa la correlazione tra alluce valgo e danza, ma è evidente che alcune caratteristiche anatomiche in relazione alla pratica della danza, in particolare classica o con base classica, possano incrementare un alluce valgo già esistente.
Nei danzatori i principali fattori predittivi o predisponenti all’aumento del valgismo sono un piede con alluce lungo (per un maggiore braccio di leva agente sulla prima metatarsofalangea), un piede piatto, un piede con eccessiva flessione plantare, una rottura traumatica del legamento mediale della prima metatarsofalangea, uno stress importante sulla prima metatarsofalangea nel lavoro in mezza punta o in punta, un varo congenito del primo metatarso, un en dehors forzato. Riguardo a quest’ultimo punto, è stato dimostrato che una marcata retroversione di bacino durante l’esecuzione del demiplié e una maggiore rotazione interna a livello dell’anca sono correlate alla presenza di alluce valgo. Quando l’angolo di rotazione esterna dell’anca è insufficiente per eseguire un buon en dehors, il danzatore tende a “migliorarlo” forzando su altre articolazioni, quali bacino e zona lombare oppure ginocchio, caviglia e piede. Un errore tecnico frequente è il “rolling in”, cioè un movimento di “rotolamento” del complesso caviglia-piede, con conseguente appiattimento della volta mediale. Ciò può essere causato da una rotazione esterna dell’anca insufficiente e, quindi, da un aumento forzato di rotazione esterna della tibia e abduzione del piede, che provocano conseguentemente una rotazione interna eccessiva della tibia con caduta della volta plantare verso l’interno. Ne risulta uno stiramento dei tendini e del comparto capsulo-legamentoso mediale, col rischio di instabilità per la perdita della capacità di sostenere la volta plantare nell’en point o in mezza punta, e una torsione interna dell’alluce, col rischio che insorgano tendinopatie del flessore dell’alluce, sovraccarichi ossei e articolari e lesioni della capsula metatarsofalangea con conseguente alluce valgo.
Con la progressione del valgismo possono manifestarsi dolore, borsiti, formazione di calli, ipomobilità articolare e deficit di equilibrio, oltre a ottenere un’influenza significativa sull’aplomb del danzatore, essendo il piede la base di appoggio principale e una fonte di infiniti recettori.
È consigliabile un trattamento conservativo, in quanto in seguito a quello chirurgico potrebbe generarsi rigidità a livello dell’articolazione metatarsofalangea. Per ridurre i sintomi e rallentare la progressione del valgismo, è consigliabile utilizzare un separa dita e un’imbottitura a ferro di cavallo, scegliere la corretta scarpa da punta (ad esempio con mascherina e ali più alte) e, soprattutto, intervenire preventivamente con la riabilitazione, lavorando sul rinforzo della muscolatura intrinseca e sulla rieducazione del gesto tecnico. Nella ricerca dell’allineamento corretto è di fondamentale importanza concentrarsi non solo sul complesso caviglia-piede ma anche e specialmente sul movimento dell’anca (dove dovrebbe esaurirsi l’intera rotazione esterna dell’en dehors) e sul rinforzo del core.
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a cura della dr.ssa Noemi Rifino
Redazione SID – Scienza In Danza
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