Quella del danzatore è una delle figure sportive e artistiche più complete, in grado di lavorare armonicamente con tutte le parti del corpo contemporaneamente, inclusa la mente. La ripetizione dei passi, l’abitudine ad imparare velocemente una coreografia attraverso molte ore di prove, costituiscono sicuramente degli elementi fondamentali per la buona riuscita del lavoro
In questo articolo viene analizzato il ruolo di un’alimentazione varia ed equilibrata che possa stimolare concentrazione e facilitare la capacità di memoria.
Il cervello umano è la porzione più voluminosa e specializzata dell’encefalo, è localizzato nella scatola cranica e si compone di due emisferi: emisfero cerebrale destro ed emisfero cerebrale sinistro. Ciascun emisfero è costituito da uno strato superficiale di cellule, costituito da sostanza grigia (corteccia cerebrale) ed uno strato più profondo (sostanza bianca) che forma la componente sottocorticale, un insieme di fibre mieliniche che formano dei fasci necessari per la connessione ed il passaggio di informazioni da un emisfero all’altro.
A livello della corteccia celebrale di ogni emisfero si individuano quattro lobi: lobo frontale, lobo parietale, lobo temporale e lobo occipitale.
L’area cerebrale fortemente implicata nella capacità cognitiva di un individuo è l’ippocampo.
L’ippocampo è una struttura localizzata nella regione media e interna dei lobi temporali di destra e di sinistra. Assume una forma allungata e avvolta come il corpo di un cavalluccio marino (genere Hippocampus), da cui l’origine del nome. Esso si compone di diverse regioni: la regione principale è l’ippocampo propriamente detto, interconnesso con le regioni del giro dentato, corteccia entorinale e subicolo a formare il cosiddetto “circuito trisinaptico”, una rete nervosa che permette all’ippocampo di connettersi ad altre aree cerebrali diventando l’area cerebrale responsabile dell’apprendimento e della memoria.
L’ippocampo è costituito da una popolazione eterogenea di neuroni: nel corso della vita si formano nuove cellule e le rispettive proiezioni dendritiche ed assoniche subiscono continui riarrangiamenti, a cui corrispondono continui cambiamenti nelle strutture sinaptiche. Queste evoluzioni si manifestano parallelamente allo sviluppo, alla crescita ed all’invecchiamento dell’individuo.
In passato sono stati condotti numerosi studi per chiarire i ruoli dell’ippocampo nell’organismo umano. Sono state dimostrate delle possibili correlazioni tra modificazioni strutturali e apprendimento: infatti, fenomeni come il riconoscimento degli oggetti, la trasmissione delle preferenze alimentari a livello sociale e della paura riferita ad uno specifico contesto sono tutti elementi che richiedono profondi cambiamenti plastici dell’ippocampo e quindi una stimolazione della neurogenesi.
Uno studio del 1994 ha dimostrato come il motore per la differenziazione delle cellule staminali di ippocampo, responsabili del fenomeno neurogenico e di tutto l’ingranaggio implicato nell’ acquisizione dell’apprendimento e della memoria, è dato da quello che gli scienziati definiscono “arricchimento ambientale”: un insieme di aspetti cognitivi, sensoriali, motori e ambientali favorevoli al processo neurogenico. Dopo un’attenta analisi basata sul confronto tra roditori che vivono in gabbie di laboratorio e roditori selvatici che vivono a stretto contatto con l’ambiente esterno, Barnea e Nottebohm osservarono che questi ultimi manifestavano un maggior numero di neuroni nuovi, quindi una più forte impronta neurogenica, concludendo che il motore principale per la sintesi neuronale è rappresentato dall’esercizio fisico che, insieme allo stimolo ambientale, predispone la regione del giro dentato per la sintesi di nuove cellule neuronali.
In questo articolo si vuole illustrare il ruolo dell’alimentazione, come fattore ambientale, nel controllo e potenziamento della concentrazione e della memoria del danzatore.
Prima di tutto va considerata un’alimentazione variegata, ma non selettiva, basata sul consumo di sostanze benefiche per le funzioni cerebrali, quali:
- Omega 3
Flavonoidi
Polifenoli
Fosfolipidi - Colina
Vitamina B, E e K
Caffeina e teina
Queste molecole si trovano in varie tipologie di alimenti sia di origine animale che vegetale. Tra questi sono inclusi:
- Noci (fonte di acidi grassi, vitamina B6, vitamina E, omega 3 e omega 6)
- Arachidi (proprietà nutrizionali simili alle noci, ma molto ricche in polifenoli)
- Semi di zucca (ricchi di vitamina A, E, omega 3, omega 6 e zinco)
- Semi di girasole (fonti di micronutrienti con attività antiossidanti, ma anche magnesio, zinco, selenio e vitamina B6)
- Germe di grano (ottima fonte di colina)
- Spinaci (fonte di vitamine, sali minerali e antiossidanti)
- Cavoli e broccoli (ricchi di vitamina C e acido folico)
- Pomodori (principale fonte di licopene, con azione antiossidante)
- Uova (ottima fonte di colina)
- Merluzzo (fonte di colina e omega 3)
- Tè e caffè (fonti di caffeina, sostanza nervina in grado di stimolare il sistema nervoso)
- Cioccolato fondente (ricco in flavonoidi)
- Soia (fonte di fosfatidilcolina, contenuta nella lecitina di soia)
Tutti questi alimenti risultano perciò essere un ottimo aiuto per il danzatore continuamente sottoposto ad uno “stress” celebrale, oltre che fisico. La danza, intesa sia come sport che come professione, comporta un grande sforzo mnemonico fino a quando le sequenze di movimento diventano automatiche attraverso la pratica continua.
In particolare, la danza classica comprende un vocabolario codificato in cui ogni passo ha una propria nomenclatura, una descrizione verbale, ed in genere consiste in una sequenza di passi influenzata dalle convenzioni, dall’estetica, dalla musica utilizzata, dalla biomeccanica e dalle leggi della fisica: tutta questa serie di elementi rendono talvolta più facilitata la memorizzazione della coreografia.
Al contrario, nella danza contemporanea il coreografo si sforza di sviluppare un nuovo vocabolario di movimenti, con un utilizzo dello spazio, del corpo, della musica e della struttura stessa della coreografia quanto più distante possibile dal convenzionale balletto classico: ne sono un esempio i magistrali lavori di Trisha Brown, Merce Cunningham e Pina Bausch, in cui, se messi a confronto, è possibile notare la completa differenza nella natura, nella struttura e nell’organizzazione delle sequenze di movimento.
Perciò imparare a ricordare una coreografia di danza contemporanea può essere un’impresa molto più ardua, perché vengono interrotti i paradigmi di movimento abituali (come camminare o gesticolare) ed inseriti in un sistema organizzato e disciplinato in cui vengono sviluppati nuovi modi di configurazione e concettualizzazione del corpo stesso, un corpo che rimane pur sempre danzante.
Le prove in studio e la sistematica ripetizione del movimento quindi possono sembrare l’unico modo per poter far sì che la coreografia venga interiorizzata e svolta nel migliore dei modi, tuttavia è noto come tutto questo processo possa essere potenziato da una corretta e sana alimentazione.
Recenti scoperte dimostrano come i lipidi introdotti attraverso l’alimentazione possano influire sulla salute del nostro organismo, anche dal punto di vista della salute mentale.
I lipidi sono coinvolti nello sviluppo neurale perché presenti in tutte le membrane neuronali del cervello e perché cruciali per il fenomeno della sinaptogenesi. In particolare, il tessuto nervoso si compone di strutture lipidiche, gli sfingolipidi, fondamentali per lo sviluppo neurologico e per il mantenimento dell’integrità funzionale del cervello: essi possono essere introdotti abbondantemente attraverso i pasti, perché alimenti come pollo, fegato, pesce, latte e uova ne contengono percentuali particolarmente elevate.
Altre forme lipidiche da considerare sono gli acidi grassi.
Secondo uno studio condotto dall’American Journal of Clinical Nutrition un eccessivo apporto di acidi grassi saturi può incidere notevolmente sulla compromissione delle capacità cognitive di un individuo, specialmente quelle legate alla memoria e alla concentrazione.
Tuttavia, nel cervello sono molto rappresentati gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena, come EPA e DHA (omega 3), nutrienti riconosciuti come essenziali, in quanto l’organismo non riesce a produrli ed è quindi necessario introdurli attraverso la dieta la dieta: essi sono racchiusi in alcune tipologie di pesce come spada, merluzzo, acciuge, tonno e salmone, ma anche in alimenti vegetali quali alghe, semi e mandorle.
Questi acidi grassi risultano fondamentali per la memoria, la concentrazione e, in senso generale, per le capacità cerebrali: quando si verifica una carenza di questi anche la concentrazione tende a scarseggiare.
Un altro nutriente essenziale per lo sviluppo cognitivo, la memoria e non solo, è la colina. Si tratta di una molecola fondamentale per la sintesi di neurotrasmettitori e per la costituzione delle membrane cellulari. Anch’essa viene considerata essenziale perché sintetizzata dal nostro organismo soltanto in parte: la ritroviamo soprattutto in alimenti di origine animale (fegato, pollo, uova, salmone), ma anche di origine vegetale (noci, mandorle, broccoli, fagioli, patate, riso).
Ad oggi in commercio troviamo molte formule di integratori contenenti uno o più dei nutrienti sopra citati e svariati studi di follow-up confermano l’importanza di un’eventuale integrazione soprattutto nei soggetti affetti da declino cognitivo.
Con questo articolo si è voluto affrontare un argomento spesso ignorato, ma che risulta di grande rilevanza. Avere un’alimentazione sana significa nutrirsi in maniera da introdurre tutte le sostanze necessarie per il mantenimento del benessere di tutto il corpo, inclusa la mente, che spesso è il “muscolo” utilizzato più inconsapevolmente dai danzatori e che necessita di una giusta integrazione per facilitare la corretta riuscita del proprio lavoro.
A cura della Dott.ssa Greta Genovesi
Redazione SID – Scienza In Danza
®RIPRODUZIONE RISERVATA
Se sei un maestro o un trainer e vuoi formarti professionalmente con noi entra adesso in:
www.scienzaindanza.com
Se sei un danzatore è vuoi curarti con il nostro Team della Clinica dei Danzatori entra ora in:
www.korperlab.it
Bibliografia
John Martin,Neuroanatomy: Text and Atlas, McGraw Hill Professional, 2003, ISBN 978-0-07-138183-3
Knierim JJ. The hippocampus. Curr Biol. 2015 Dec 7;25(23):R1116-21. doi: 10.1016/j.cub.2015.10.049. PMID: 26654366.
Leuner B, Gould E. Structural plasticity and hippocampal function. Annu Rev Psychol. 2010;61:111-40, C1-3. doi: 10.1146/annurev.psych.093008.100359. PMID: 19575621; PMCID: PMC3012424.
Stevens CJ, Vincs K, deLahunta S, Old E. Long-term memory for contemporary dance is distributed and collaborative. Acta Psychol (Amst). 2019 Mar;194:17-27. doi: 10.1016/j.actpsy.2019.01.002. Epub 2019 Jan 29. PMID: 30708147.
Custers, Emma EM, Kiliaan, Amanda J. Dietary lipids from body to brain. Prog Lipid Res. 2022 Jan;85:101144. doi: 10.1016/j.plipres.2021.101144. Epub 2021 Dec 13. PMID: 34915080.

